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Depressione: come riconoscerla e come si cura
La depressione non è semplice tristezza, né una mancanza di volontà. È una condizione medica che modifica il sonno, l'appetito, il pensiero e la prospettiva sul futuro, e rende faticose anche le attività più abituali.
È anche una condizione curabile. I farmaci utilizzati in psichiatria, antidepressivi compresi, hanno un'efficacia complessivamente paragonabile a quella dei farmaci impiegati nel resto della medicina per molte malattie croniche. Quando la prima terapia non è sufficiente esistono ulteriori opzioni: con un percorso seguito nel tempo, la maggior parte delle persone ottiene un miglioramento netto.
Non è solo tristezza
La depressione si riconosce da due segnali principali: un umore basso che non passa e la perdita di interesse o di piacere per attività che prima risultavano coinvolgenti. Intorno a questi compaiono spesso:
- sonno alterato, con risvegli precoci o al contrario bisogno di dormire molto;
- cambiamenti dell'appetito e del peso;
- stanchezza, rallentamento, oppure irrequietezza;
- difficoltà a concentrarsi e a prendere decisioni;
- senso di colpa o di inutilità.
Si parla di episodio depressivo quando questi sintomi, almeno cinque e tra cui uno dei due principali, sono presenti quasi ogni giorno per almeno due settimane e rendono difficile la vita di tutti i giorni.
Le forme principali
Depressione maggiore
Episodi ben definiti, che possono presentarsi una sola volta nella vita o ripetersi. È la forma più conosciuta.
Depressione persistente (distimia)
Un umore basso meno intenso ma continuo, che dura da almeno due anni. Proprio per la sua continuità viene spesso confuso con un tratto del carattere.
Depressione nel disturbo bipolare
Quando in passato ci sono stati periodi di energia eccessiva, euforia o irritabilità con poco bisogno di dormire, la depressione va letta in modo diverso e richiede cure diverse. Riconoscerlo prima di iniziare una terapia è uno dei compiti più importanti della valutazione.
Quando rivolgersi a uno psichiatra
- l'umore basso o la mancanza di interesse durano da più di due settimane;
- lavoro, studio o relazioni ne risentono in modo evidente;
- si sono già verificati episodi simili in passato;
- aumenta il ricorso all'alcol per stare meglio;
- una terapia già in corso non sta dando i risultati attesi.
Come si svolge la valutazione
La prima visita ricostruisce la storia dei sintomi, gli eventuali episodi precedenti, la presenza in passato di fasi di umore elevato e la storia familiare. Vengono valutate anche le cause mediche che possono imitare o peggiorare una depressione, come alcuni disturbi della tiroide, anemia, carenze vitaminiche e farmaci, e quando serve si richiedono esami mirati.
Come si cura
- Terapia farmacologica. Nelle forme moderate e gravi gli antidepressivi sono un pilastro della cura. I primi effetti si vedono di solito dopo due-quattro settimane, il beneficio pieno dopo sei-otto. Una volta stabilizzati, la terapia si prosegue per alcuni mesi per ridurre il rischio di ricadute.
- Stile di vita. Attività fisica regolare, orari di sonno stabili e riduzione dell'alcol hanno un effetto documentato e sostengono la cura.
Nella mia pratica dedico molta attenzione alla scelta della prima terapia, agli effetti collaterali che pesano di più nella vita quotidiana e al momento giusto per sospenderla: una sospensione prematura è una delle cause più frequenti di ricaduta.
Domande frequenti
Come si distingue la tristezza dalla depressione?
La tristezza è una reazione a qualcosa che accade e lascia spazio ad altri momenti della giornata. Nella depressione l'umore basso o la perdita di interesse sono presenti quasi ogni giorno per almeno due settimane, si accompagnano a cambiamenti di sonno, appetito ed energia, e rendono difficile fare cose che prima erano normali.
Gli antidepressivi cambiano la personalità?
No. Un antidepressivo ben scelto non modifica la personalità: riduce i sintomi della depressione. Se ci si sente «spenti» o diversi da sé, è un effetto da riferire al medico, perché in genere si risolve aggiustando la dose o cambiando farmaco.
Dovrò prendere l'antidepressivo per sempre?
Nella maggior parte dei casi no. Dopo un primo episodio la terapia si prosegue in genere per sei-dodici mesi dopo essere stati bene, poi si riduce gradualmente. Una terapia più lunga si valuta quando gli episodi si sono ripetuti nel tempo.
Gli antidepressivi danno dipendenza?
Non danno dipendenza nel senso di creare un bisogno crescente del farmaco. Una sospensione brusca può però causare sintomi fastidiosi, per questo la riduzione va sempre fatta in modo graduale e concordato con il medico.
La visita si può fare online?
Sì. La prima visita e i controlli si possono svolgere in videochiamata, con la stessa durata e la stessa tariffa della visita in studio a Catania.
Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2026