Approfondimenti
Ansia e attacchi di panico: quando diventano un problema e come si curano
L'ansia fa parte dell'esperienza di ciascuno: è il sistema che prepara ad affrontare una prova o un pericolo. In alcune persone, tuttavia, si attiva troppo spesso, con eccessiva intensità o senza tregua, fino a limitare il lavoro, le relazioni, il sonno e le attività quotidiane.
I disturbi d'ansia sono tra i disturbi psichiatrici che rispondono meglio alle cure. Gli studi, condotti su decine di migliaia di pazienti, indicano che con una terapia adeguata la maggior parte delle persone ottiene un miglioramento netto, spesso già nell'arco di alcune settimane.
Quando l'ansia smette di essere utile
L'ansia è un sistema di allarme: prepara il corpo e la mente ad affrontare un pericolo o una prova. In vista di un esame o di un colloquio importante è una reazione normale, e spesso utile. Diventa un problema clinico quando è sproporzionata rispetto alla situazione, persistente nel tempo e, soprattutto, quando limita la vita quotidiana: si rinuncia a uscire, a guidare, a lavorare con serenità, a dormire.
Come si presenta
Ansia generalizzata
Una preoccupazione costante, che si sposta da un tema all'altro (salute, lavoro, famiglia) ed è difficile da controllare. Si accompagna spesso a tensione muscolare, irritabilità, stanchezza, difficoltà di concentrazione e sonno disturbato. Si parla di disturbo quando questo stato dura la maggior parte dei giorni per almeno sei mesi.
Attacchi di panico
Un episodio di paura intensa che raggiunge il picco in pochi minuti: palpitazioni, fiato corto, oppressione al petto, vertigini, formicolii, la sensazione di morire o di impazzire. Al primo episodio è frequente temere un infarto. Si parla di disturbo di panico quando agli attacchi si aggiunge la paura di nuove crisi, con la tendenza a evitare i luoghi in cui potrebbero ripetersi.
Ansia sociale e fobie
Il timore intenso di essere giudicati, oppure la paura di situazioni specifiche (volare, guidare, i luoghi chiusi o affollati). Il principale fattore di mantenimento è l'evitamento, che offre sollievo nell'immediato ma nel tempo rafforza la paura.
L'ansia si esprime spesso anche con sintomi fisici: disturbi gastrointestinali, cefalea, senso di costrizione alla gola. Non di rado la valutazione psichiatrica arriva dopo numerosi accertamenti con esito negativo.
Quando rivolgersi a uno psichiatra
- l'ansia persiste da settimane senza migliorare spontaneamente;
- si evitano situazioni, luoghi o persone per timore di stare male;
- gli attacchi di panico si sono ripetuti, o è presente il timore costante di nuovi episodi;
- si ricorre sempre più spesso ad ansiolitici «al bisogno» o all'alcol;
- sonno, lavoro o relazioni ne risentono;
- all'ansia si associano umore depresso, perdita di interesse o stanchezza persistente.
Come si svolge la valutazione
La prima visita ha lo scopo di ricostruire come e quando l'ansia si presenta, quali fattori la scatenano e la mantengono e quanto incide sulla vita quotidiana. È importante escludere cause mediche o fattori che la imitano o la peggiorano, come disturbi della tiroide, alcuni farmaci, caffeina e sostanze, e capire se accanto all'ansia c'è una depressione, perché le due condizioni si presentano spesso insieme e cambiano la scelta della terapia.
Come si cura
Il trattamento si basa sulla terapia farmacologica, affiancata da indicazioni sullo stile di vita.
- Terapia farmacologica. Quando è indicata, i farmaci di prima scelta per un uso continuativo sono alcuni antidepressivi, efficaci anche sull'ansia, il cui effetto si vede dopo alcune settimane. Gli ansiolitici della famiglia delle benzodiazepine possono servire per brevi periodi, ma non sono una soluzione stabile.
- Stile di vita. La riduzione di caffeina e alcol, la regolarità del sonno e l'attività fisica non sostituiscono la cura, ma ne sostengono l'efficacia.
Nella mia pratica la terapia è sempre una scelta condivisa con il paziente: l'eventuale uso di un farmaco, la durata e le modalità di sospensione vengono definiti insieme, tenendo conto delle priorità di ciascuno.
Domande frequenti
Un attacco di panico è pericoloso?
Un attacco di panico è un'esperienza molto intensa, ma di per sé non danneggia il cuore né comporta una perdita di controllo. Al primo episodio è opportuno escludere una causa medica; successivamente il trattamento si concentra sulla paura di nuovi attacchi, che spesso costituisce il problema principale.
I farmaci per l'ansia danno dipendenza?
Dipende dal farmaco. Gli antidepressivi usati per l'ansia non danno dipendenza, ma vanno sospesi gradualmente e con il medico. Le benzodiazepine (i comuni ansiolitici) sono utili per periodi brevi, mentre usate a lungo possono dare tolleranza e dipendenza.
Quanto dura la cura?
Un primo miglioramento si osserva di solito in quattro-otto settimane. Quando si utilizza un farmaco, in genere lo si prosegue per diversi mesi dopo il miglioramento, per ridurre il rischio di ricadute, e poi lo si riduce in modo graduale.
La visita si può fare online?
Sì. La prima visita e i controlli si possono svolgere in videochiamata, con la stessa durata e la stessa tariffa della visita in studio a Catania.
Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2026